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Leia por capítulosComentário sobre a Leitura Bíblica de Hoje
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Riveduta Bible (1927) -
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|Jeremias 44:17|
vogliamo mettere interamente ad effetto tutto quello che la nostra bocca ha espresso: offrir profumi alla regina del cielo, farle delle libazioni, come già abbiam fatto noi, i nostri padri, i nostri re, i nostri capi, nelle città di Giuda e per le vie di Gerusalemme; e avevamo allora abbondanza di pane, stavamo bene e non sentivamo alcun male;
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|Jeremias 44:18|
da che abbiam cessato d’offrir profumi alla regina del cielo e di farle delle libazioni, abbiamo avuto mancanza d’ogni cosa, e siamo stati consumati dalla spada e dalla fame.
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19
|Jeremias 44:19|
quando offriamo profumi alla regina del cielo e le facciamo delle libazioni, è egli senza il consenso dei nostri mariti che le facciamo delle focacce a sua immagine e le offriamo delle libazioni?"
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20
|Jeremias 44:20|
Geremia parlò a tutto il popolo, agli uomini, alle donne e a tutto il popolo che gli aveva risposto a quel modo, e disse:
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21
|Jeremias 44:21|
sono forse i profumi che avete offerti nelle città di Giuda e per le vie di Gerusalemme, voi, i vostri padri, i vostri re, i vostri capi e il popolo del paese, quelli che l’Eterno ha ricordato e che gli son tornati in mente?
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|Jeremias 44:22|
non l’ha più potuto sopportare, a motivo della malvagità delle vostre azioni, e a motivo delle abominazioni che avete commesse; perciò il vostro paese è stato abbandonato alla devastazione, alla desolazione e alla maledizione, senza che vi sia più chi l’abiti, come si vede al dì d’oggi.
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23
|Jeremias 44:23|
voi avete offerto que’ profumi e avete peccato contro l’Eterno e non avete ubbidito alla voce dell’Eterno e non avete camminato secondo la sua legge, i suoi statuti e le sue testimonianze, perciò v’è avvenuto questo male che oggi si vede".
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24
|Jeremias 44:24|
Geremia disse a tutto il popolo e a tutte le donne: "Ascoltate la parola dell’Eterno, o voi tutti di Giuda, che siete nel paese d’Egitto!
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25
|Jeremias 44:25|
parla l’Eterno degli eserciti, l’Iddio d’Israele: Voi e le vostre mogli lo dite con la vostra bocca e lo mettete ad effetto con le vostre mani; voi dite: Vogliamo adempiere i voti che abbiamo fatti, offrendo profumi alla regina del cielo e facendole delle libazioni. Sì, voi adempite i vostri voti; sì, voi mandate ad effetto i vostri voti;
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|Jeremias 44:26|
ascoltate la parola dell’Eterno, o voi tutti di Giuda, che dimorate nel paese d’Egitto! Ecco, io lo giuro per il mio gran nome, dice l’Eterno; in tutto il paese d’Egitto il mio nome non sarà più invocato dalla bocca d’alcun uomo di Giuda che dica: Il Signore, l’Eterno, vive!
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Sugestões

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11 de junho LAB 528
EU NÃO ME ENVERGONHO EM CRER
JÓ 29-31
“Como é bom ser cristão, quando tudo está bem pro seu lado...” É assim que canta Luiz Cláudio. “Os amigos, sorrindo, lhe abraçam, e estão com você”, e por aí vai... “Mas se tudo se vai para sempre, inclusive os amigos, e a doença lhe aflige e a fama já não mais existe, é mais fácil agora afastar-se de Deus, no momento de tanta aflição...” Por quê?
Antes de falar sobre o porquê, quero chamar sua atenção para ver a imagem, a estampa, o vídeo do áudio dessa música que mencionei. Mas não é no youtube, nem na televisão, nem no computador. É na leitura bíblica de hoje! Só que tem uma variante. Quando Jó estava bem, era fácil servir a Deus. Quando ficou doente, pobre e sem amigos, servir a Deus ficou difícil até para sua mulher, que mandou ele amaldiçoá-Lo e morrer, e para seus amigos, que passaram a falar um tanto de heresias.
Em Jó 29, ele fala que sente muita saudade de quando ia à porta da cidade, se assentava na praça pública e quando os jovens e pessoas idosas iam passando e o viam, ficavam em pé, diante dele, de mão boca, em silêncio, só o ouvindo falar. Ser cristão nessas horas é uma maravilha. Mas, no capítulo 30, Jó diz: “Mas agora eles zombam de mim”. “Virei piadinha para eles.”
E o que fazer quando viramos piada? Se Jó se encaixasse no perfil de crente descrito na música do cantor Luiz Cláudio, ele teria concordado com as ideias malucas dos amigos e esposa. Mas isso não aconteceu. Na leitura de hoje, terminam as palavras de Jó e o mais fantástico é que ele continua firme e perseverante na sua fé. Então, pensando nisso, resolvi escrever um poema sobre sentir vergonha ou não daquilo que se crê. Posso compartilhá-lo com você?
EU NÃO ME ENVERGONHO EM CRER
Esse era o sentimento de Jó. Eu também penso assim. E você? O que tem feito com sua fé?
Valdeci Júnior
Fátima Silva