-
-
Giovanni Diodati Bible (1649) -
-
1
|Lamentações 1:1|
COME siede solitaria, ed è divenuta simile ad una vedova, La città piena di popolo! Come è divenuta tributaria Quella ch´era grande fra le genti, signora fra le provincie!
-
2
|Lamentações 1:2|
Ella piange continuamente di notte, e le sue lagrime son sopra le sue guance; Ella non ha alcuno, fra tutti i suoi amanti, che la consoli; Tutti i suoi intimi amici si son portati dislealmente inverso lei, Le son divenuti nemici.
-
3
|Lamentações 1:3|
La nazione di Giuda è andata fuori del suo paese, Per l´afflizione, e per la gravezza della servitù; Ella dimora fra le genti, non trova riposo; Tutti i suoi persecutori l´hanno sorpresa nelle distrette.
-
4
|Lamentações 1:4|
Le strade di Sion fanno cordoglio; Perciocchè non viene più alcuno alle feste solenni; Tutte le sue porte son deserte, i suoi sacerdoti sospirano, Le sue vergini sono addolorate, ed essa è in amaritudine.
-
5
|Lamentações 1:5|
I suoi nemici sono stati posti in capo, I suoi avversari son prosperati; Perciocchè il Signore l´ha afflitta, per la moltitudine de´ suoi misfatti; I suoi piccoli fanciulli son iti in cattività davanti al nemico.
-
6
|Lamentações 1:6|
E tutta la gloria della figliuola di Sion è uscita fuor di lei; I suoi principi sono stati come cervi, Che non trovan pastura; E son camminati tutti spossati davanti al persecutore.
-
7
|Lamentações 1:7|
Gerusalemme, a´ dì della sua afflizione, e de´ suoi esilii, Si è ricordata di tutte le sue care cose ch´erano state ab antico; Allora che il suo popolo cadeva per la mano del nemico, Senza che alcuno la soccorresse; I nemici l´hanno veduta, e si son beffati delle sue desolazioni.
-
8
|Lamentações 1:8|
Gerusalemme ha commesso peccato, e però è stata in ischerno; Tutti quelli che l´onoravano l´hanno avuta a vile; Perciocchè hanno vedute le sue vergogne; Anch´essa ne ha sospirato, e si è rivolta indietro.
-
9
|Lamentações 1:9|
La sua lordura è stata ne´ suoi lembi; non si è ricordata della sua fine; È maravigliosamente scaduta; non ha alcuno che la consoli; Signore, riguarda alla mia afflizione; Perciocchè il nemico si è innalzato.
-
10
|Lamentações 1:10|
Il nemico ha stesa la mano sopra tutte le care cose di essa; Perciocchè ella ha vedute entrar le genti nel suo santuario, Delle quali tu avevi comandato: Non entrino nella tua raunanza.
-
-
Sugestões

Clique para ler Êxodo 30-31
27 de janeiro LAB 393
O EVANGELHO EM SÍMBOLOS
Êxodo 30-31
Jeová chamou Moisés, mostrou-lhe a maquete de um santuário que havia construído nos céus (Hebreus 8:1-2) e disse-lhe: “E farão um santuário para mim, e eu habitarei no meio de vocês. Tenha o cuidado de fazer tudo segundo o modelo que lhe foi mostrado no monte” (Êxodo 25:8-9 e 40; Hebreus 8:5; 9:24). Essa seria uma parábola para a época presente (Hebreus 9:9-10 - RA), para que as boas novas da salvação fossem pregadas ao povo do Israel antigo (Hebreus 4:2).
Leia Hebreus 9:2-7. O tabernáculo israelita saiu parecido com aquele que está nos céus (Hebreus 8:5), que João viu em visão (Apocalipse 14:17; 15:5; 16:17). Ficava no meio do acampamento e tinha um pátio, onde somente os ofertantes entravam. Esse pátio simbolizava o planeta Terra, extensão do Santuário Celeste, palco da sacrifical história da redenção.
A parte interna da tenda tinha dois cômodos: Santo e Santíssimo. O lugar Santo era freqüentado somente pelos sacerdotes. Tinha três móveis: uma mesa com pães, um altar para queimar incenso e um candeeiro (Apocalipse 4:11). Já no lugar Santíssimo, somente o sumo sacerdote entrava, apenas uma vez por ano (Hebreus 9:7). Lá ficava a Arca da Aliança (Êxodo 25:10-16), como a que existe no santuário de Deus nos Céus (Apocalipse 11:19) para guardar as tábuas dos Dez Mandamentos.
Esse Santuário era todo desmontável para que os levitas pudessem carregá-lo por onde quer que os hebreus fossem em seus 40 anos de vagueação desértica.
Centenas de ensinamentos sobre o evangelho eram simbolizadas por cada detalhe da construção e dos serviços do santuário. Abaixo, alguns exemplos.
Um dos principais serviços no Santuário era a oferta pelo pecado individual (Levítico 5 e 6). Para ser perdoado, o pecador colocava as mãos sobre o animal. Na presença do sacerdote, confessava seus pecados a Deus. Em seguida, matava o animal (Levítico 1:5 e 11; 3:1-2, 7-8, 13; 5; 6) e o entregava ao sacerdote, seu intercessor.
Hoje, o nosso intercessor é Jesus. O meio de acesso é a oração.
Valdeci Júnior
Fátima Silva